Vice (Fallingice): "La musica non è quella di Amici e X-Factor"
“Con la musica riesco a vomitare tutta la rabbia che ho dentro”
Si fa chiamare Vice. Il vastese leader dei Fallingice si concede in un’intervista a tutto campo e senza peli sulla lingua ci parla della sua visione sull’arte e sull’industria musicale. “E’ imbarazzante vedere le classifiche dei cd più venduti, sovraffollate da sottospecie di cantanti di Amici e X-Factor”

di Vincenzo Scardapane
Inseguire i propri sogni e costruirsi il proprio destino giorno dopo giorno. E’ ciò di cui ho parlato in un articolo precedente della rubrica (“I sogni son desideri…”).
Ricollegandomi a quello, penso che oggi è un giorno importante per i Fallingice, band di alternative rock il cui leader è il vastese Valerio Vizioli, in arte Vice. Oggi, 18 luglio, esce infatti su iTunes “Meatsuit”, il loro primo ellepì ed è così acquistabile da tutto il mondo. Questa uscita sul portale di Cupertino segue l’uscita tradizionale nei negozi di musica italiani ed europei avvenuta nei giorni scorsi. E precede quella negli States e in Canada che avverrà a settembre.
E’ un sogno che si avvera e che ripaga Valerio Vizioli di tutti i sacrifici sostenuti negli ultimi anni. Soltanto la tenacia e la convinzione di farcela, andando controcorrente, affrontando con passione la strada in salita, sono state le armi vincenti che regalano ai Fallingice la soddisfazione di raccogliere i frutti seminati giorno dopo giorno.
E’ questa l’impressione che si ha ascoltando Vice. Lo abbiamo incontrato e si è concesso per rispondere ad alcune domande. Ci parla della funzione terapeutica proveniente dallo scrivere canzoni. Senza peli sulla lingua, traccia una distinzione assoluta tra musica commerciale anteposta a quella di qualità. Attacca la filosofia delle major e dei talent come “Amici” e “X-Factor”. Racconta inoltre qualche retroscena e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa.
Vice, al secolo Valerio Vizioli. Come sei arrivato alla pubblicazione dell'album in tutto il mondo?
Il percorso è stato molto lungo e tortuoso. La mia determinazione e la mia passione sono state, sin dall'inizio, contrastate da tante difficoltà e soprattutto dal fatto che non ho incontrato persone motivate che si impegnassero in un progetto serio. Ciò sicuramente ha influito sui tempi di realizzazione del disco.
C'è stato un punto di svolta?
Sì. Nel 2006 siamo arrivati alla registrazione del nostro primo EP "Lymph", co-prodotto dal Red House Recordings (Steve Albini, Linea 77), dopo il quale paradossalmente il gruppo si è rinnovato nei suoi componenti attuali con l'entrata di Bem al basso e Fab alla batteria.
Successivamente, l'unità di intenti e la forte motivazione ci hanno portato a firmare il contratto con l'etichetta inglese Ukdivision Records per la pubblicazione di "Meatsuit" in tutto il mondo.
Quando hai capito che la musica non era più una semplice passione, bensì sarebbe diventata una professione?
All'inizio era puro divertimento, passione e voglia di scoprire un mondo nuovo. Nel 2001 abbiamo vinto il concorso nazionale "Coop for music" che ci ha permesso di uscire con una nostra canzone in tutte le edicole d'Italia in allegato al magazine Rockstar. Grazie a questo concorso abbiamo suonato anche al MEI (Meeting delle etichette indipendenti) e a Mirabilandia e per la prima volta abbiamo toccato con mano le dinamiche professionali di questo mondo e abbiamo capito come funzionavano queste cose.
Quindi è stata importante come esperienza...
Bellissima! Personalmente, mi ha dato una grande carica e mi ha fatto capire che mi sarebbe piaciuto continuare in quella direzione e far ascoltare la nostra musica ad un pubblico sempre più vasto.
Inoltre in questi anni abbiamo avuto tantissimi consensi e apprezzamenti da gente di tutte le parti del mondo che non vedeva l'ora di ascoltare il disco e questo sicuramente ha accresciuto la nostra autostima.
Quali sono gli artisti che apprezzi e che influenzano la tua scrittura?
Nella scrittura dei pezzi sono i Nirvana, gli Alice in Chains, gli Helmet e più in generale gruppi che sono nati nella prima metà degli anni ‘90 e che sono vissuti nell'area di Seattle negli Stati Uniti.
Quelli che apprezzo? Sono molti e di generi diversi. Potrei citare Led Zeppelin, Guns n'Roses, Tool, Them Crooked Vultures, Smashing Pumpkins, ma ce ne sono veramente tanti.
Qual è stato, se c'è stato, il momento più difficile in questo cammino artistico?
Il momento più difficile è stato nel 2006, quando l'allora bassista Gabriele Barone ebbe un grave problema di salute che non gli permise di continuare a suonare. Poco dopo anche il batterista scelse di intraprendere altre strade. Il destino volle che proprio in quel momento ci venisse proposto un contratto discografico con l'etichetta inglese Ukdivision Records per la realizzazione
di un album. Ed io ero rimasto solo.
Come hai reagito a questa concatenazione di eventi negativi?
Non mi persi d'animo. Cominciai la spasmodica ricerca dei nuovi componenti del gruppo. Fu estenuante e alla fine sono stato costretto ad uscire fuori Vasto e fuori dall'Abruzzo per trovare gente fortemente motivata e disposta ad intraprendere un serio percorso musicale e che avesse la mia stessa visione della musica, non come semplice hobby del fine settimana. Fino ad allora ero stato sempre frenato e limitato dalla mentalità chiusa che pervadeva il gruppo. Il punto di svolta infatti è proprio arrivato con l'arrivo di Bem al basso e di Fab alla batteria, rispettivamente di Perugia e Macerata. Hanno dato una nuova linfa vitale ai Fallingice. Grazie al rinnovato entusiasmo siamo arrivati alla registrazione e alla pubblicazione dell'agognato album. Tutto ciò sarebbe stato impossibile se avessi continuato a suonare nelle precedenti condizioni mentali che mi facevano sentire un pesce fuor d'acqua o un alieno venuto da Marte.
Come siete arrivati a questa notevole qualità dell'audio nell'album?
Oggi, purtroppo, c'è la convinzione diffusa che basti avere un computer ed un Cubase per ottenere un prodotto finito, pronto per gli scaffali dei negozi di dischi. Mi capita spesso di sentire che gruppi, il più delle volte al loro primo lavoro, decidano di registrare "un album" in casa, non rendendosi conto che, in realtà, quello può essere definito solo demo o provino. Purtroppo c'è la tendenza a voler risparmiare il più possibile. Ciò sicuramente non giova alla qualità di una registrazione e non porta ai risultati sperati.
Noi ci siamo affidati a grandi professionisti del settore perchè in questo oceano di gruppi che sforna "dischi" tutti i giorni , ciò che ti contraddistingue è la qualità del prodotto, oltre che alla qualità delle canzoni.
Chi sono questi nomi importanti che hanno partecipato alla realizzazione di “Meatsuit”?
"Meatsuit" è stato registrato col produttore Alessandro Paolucci (Baustelle, Prozac+, Raw Power) al noto West Link di Pisa, mixato da David Lenci (Uzeda, Charlotte Hatherley, One Dimensional Man) al Red House Recordings. Successivamente è stato masterizzato al prestigioso Precision mastering di Hollywood dal grande Tom Baker, lo stesso che si occupa tra gli altri di Marilyn Manson, Nine Inch Nails, Deftones, Helmet e Alter Bridge.
Perchè scrivi canzoni in inglese? Credi che scriverai mai testi in italiano?
La scelta di scrivere canzoni in inglese è venuta in modo naturale. Sono cresciuto a pane, Europe, Guns n'Roses e Nirvana. La lingua inglese mi ha sempre affascinato per il fatto che è compresa universalmente. Non voglio che le nostre canzoni abbiano dei limiti e possano essere capite soltanto in Italia. Voglio che il messaggio che scrivo nei miei testi arrivi a tutti ed il nostro album è distribuito fisicamente in tutta Europa e a settembre lo sarà anche in Usa e Canada.
Cosa vuol dire "Meatsuit"? Che significato ha la copertina del cd?
Il titolo dell'album e la copertina sono strettamente connessi tra di loro. "Meatsuit" letteralmente significa "vestito di carne" e sta ad indicare che le nostre canzoni si pongono in maniera nuda e cruda all'ascoltatore. Senza filtri, maschere e censure. Tutto quello che racconto nei miei testi è frutto del mio vissuto. Chi ascolta è compartecipe e si immedesima facilmente. Inoltre noi non seguiamo mode di alcun genere. Noi suoniamo quello che ci piace. Ed un corpo nudo è la metafora della genuinità e dell'onestà del progetto, sicuramente non studiato a tavolino per attirare ragazzine e quant'altro.
Di cosa parli nei tuoi testi? Si evince una certa visione nichilista. Sei d'accordo?
I miei testi parlano di delusioni, rabbia, noia, incertezze che ho vissuto in prima persona e in cui tutti possono rispecchiarsi. Per me è come una terapia. Tramite la musica riesco a vomitare tutta la rabbia che ho dentro ed esprimere il mio stato d'animo nel migliore dei modi, a volte malinconico, a volte denso di emozioni forti.
Sicuramente "Meatsuit" non è un album piatto, in bianco e nero, bensì è ricco di sfumature e colori diversi. Ed è per questo motivo che potrebbe piacere sia ad un amante del rock duro, sia a persone abituate ad ascoltare tutt'altro.
Chi vuole comprare il cd, copia fisica o digitale, come deve fare?
Il cd è presente nei migliori negozi di dischi d'Italia. Si può ordinare la copia fisica online sul sito di Andromeda Distribuzioni oppure scaricare l'album su iTunes, Mondadori Shop e tutti i più importanti negozi digitali.
I Vastesi lo possono acquistare alla Casa del Disco, nei pressi di Piazza Rossetti.
La lista dei negozi in cui è disponibile "Meatsuit" è sul nostro blog di Myspace ( http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=7998078&blogId=536454269 ).
In questo momento così difficile per le major che riescono a mantenersi in vita soltanto grazie ai talent show televisivi, come vedi il futuro dell'industria discografica?
Lo vedo molto nero. Sicuramente la pirateria su internet ha contribuito a far diminuire in modo esponenziale le vendite dei cd ed ora le major non sanno dove andare a parare per riuscire a risollevarsi da questa crisi. E' veramente imbarazzante e penoso vedere che la classifica dei cd più venduti in Italia sia dominata da sottospecie di cantanti di Amici e X-Factor. Tutti progetti studiati a tavolino che hanno come comune denominatore le parole SOLE, CUORE e AMORE: ricetta sicura per fare successo!
Bisognerebbe veramente ricominciare tutto da capo, partire dalle fondamenta, ma sfortunatamente per queste persone non è l'arte quello che conta, ma solo il denaro. Il futuro della musica secondo me è nelle mani delle etichette indipendenti che riescono nella maggior parte dei casi a proporre gruppi onesti e con un vero messaggio da diffondere. Ma in primis è la gente che deve essere rieducata a scoprire musica di qualità senza lasciarsi imbambolare da ciò che la televisione e le radio ci propinano quotidianamente.
Progetti per il futuro?
Ora ci vogliamo concentrare sui live. La cosa che più ci piace di più è il contatto con il pubblico. E' sul palco che riusciamo ad esprimerci al meglio, è lì che la nostra energia e rabbia si può percepire chiaramente.
VastoWeb, 18-07-10
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